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	<title>Sinistra Democratica Emilia Romagna</title>
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	<description>Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo - sito ufficiale regione Emilia Romagna</description>
	<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 15:54:45 +0000</pubDate>
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		<title>Duse. Mezzetti: &#8220;La prossima stagione si farà&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 15:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Primi passi concreti per il salvataggio del teatro Duse di Bologna. L&#8217;assessore alla Cultura della Regione Massimo Mezzetti ha infatti affermato che &#8220;si sta mettendo a punto un piano industriale che metta il Duse in sinergia con l&#8217;Ert e l&#8217;Arena del Sole&#8221;.
Mezzetti, intervenuto a margine di una conferenza stampa, ribadisce l&#8217;importanza dello storico teatro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Primi passi concreti per il salvataggio del teatro Duse di Bologna. <em>L&#8217;assessore alla Cultura della Regione</em> <strong>Massimo Mezzetti</strong> ha infatti affermato che &#8220;si sta mettendo a punto un piano industriale che metta il Duse in sinergia con l&#8217;Ert e l&#8217;Arena del Sole&#8221;.<br />
Mezzetti, intervenuto a margine di una conferenza stampa, ribadisce l&#8217;importanza dello storico teatro e l&#8217;impegno che si sta profondendo per salvarlo: &#8220;L&#8217;ottica di una collaborazione porterebbe ad una circuitazione della programmazione e, conseguentemente, all&#8217;ammortamento dei costi- spiega- La Regione, in attesa dell&#8217;esito conclusivo della manovra finanziaria, e&#8217; comunque gia&#8217; pronta a sborsare 300 mila euro per la salvaguardia del teatro&#8221;. <span id="more-1278"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, precisa Mezzetti, &#8220;attendiamo, entro fine luglio la formalizzazione dell&#8217;impegno del ministero dei Beni pubblici che ha promesso 600 mila euro all&#8217;anno, per tre anni&#8221;. A quel punto, &#8220;mancheranno solo i 300 mila euro del Comune affinche&#8217; l&#8217;integrazione di un nuovo sistema teatrale sinergico diventi realta&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo giorni difficili, sembra dunque questa la prima boccata d&#8217;aria per il teatro che, in seguito alla soppressione dell&#8217;Eti, vedeva il proprio futuro in serio pericolo. &#8220;Sono abbastanza fiducioso- conclude l&#8217;assessore- sulla realizzazione della prossima stagione teatrale: magari non partira&#8217; a settembre- precisa- ma faremo di tutto affinche&#8217;, almeno per gennaio 2011, i bolognesi possano tornare a sedersi in platea&#8221;.</p>
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		<title>Dozza. E&#8217; importante salvare la tipografia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 13:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La tipografia interna al carcere della Dozza di Bologna deve continuare a lavorare a pieno regime, impiegando la manodopera dei detenuti. Questo, in estrema sintesi, il messaggio della risoluzione presenata dai gruppi del centrosinistra dell&#8217;Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna a sostegno dell&#8217;attivita&#8217; in questione, attualmente in sofferenza a causa della diminuzione delle commesse di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tipografia interna al carcere della Dozza di Bologna deve continuare a lavorare a pieno regime, impiegando la manodopera dei detenuti. Questo, in estrema sintesi, il messaggio della risoluzione presenata dai gruppi del centrosinistra dell&#8217;Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna a sostegno dell&#8217;attivita&#8217; in questione, attualmente in sofferenza a causa della diminuzione delle commesse di clienti pubblici e privati determinata dall&#8217;attuale crisi economica.<br />
A presentare il documento sono stati <strong>Monica Donini</strong> (prima firmataria) assieme al collega di gruppo <strong>Roberto Sconciaforni</strong> (Fed. sinistra), <strong>Franco Grillini</strong> (Idv), <strong>Antonio Mumolo</strong> (Pd) e <strong>Gian Guido Naldi</strong> (Sel-Verdi).<span id="more-1279"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nella risoluzione si invitano, infatti, i gruppi assembleari, nel rispetto della piena autonomia di gestione delle rispettive risorse, ad avvalersi dei servizi svolti dalla tipografia della Casa circondariale di Bologna per poter garantire il pieno funzionamento di tale attivita&#8217; e si impegna inoltre la Giunta regionale a promuovere presso le pubbliche amministrazioni del territorio la possibilita&#8217;, nel rispetto delle procedure di affidamento di servizi, l&#8217;utilizzo della tipografia per sostegno e concretezza al progetto &#8216;Profumo di parole&#8217;. </p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Attivato nel 2003 grazie ad un finanziamento regionale di 80mila euro, - spiegano i firmatari della risoluzione - il progetto &#8216;Profumo di parole&#8217; prevedeva il recupero e l&#8217;inserimento lavorativo dei detenuti attraverso l&#8217;integrazione tra la formazione professionale e la creazione d&#8217;impresa nei settori florovivaististico e tipografico&#8221;. &#8220;La tipografia all&#8217;interno del carcere bolognese - si legge ancora nel carcere - e&#8217; stata attivata nel 2004 e nel corso degli anni sono stati regolarizzati con contratto di lavoro subordinato due detenuti, mentre attualmente vi lavora un solo detenuto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il mantenimento di questa attivita&#8217; - sostengono, inoltre, i consiglieri - e&#8217; molto importante al fine del recupero e dell&#8217;inserimento lavorativo, in quanto solo una piccola parte di detenuti puo&#8217; svolgere attivita&#8217; lavorative tramite borse lavoro o occuparsi di piccoli lavoretti all&#8217;interno del carcere, ma non spendibili all&#8217;esterno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Immigrazione. Naldi interroga la Giunta sulla sanatoria-truffa</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gian Guido Naldi, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà - Verdi ha depositato questa mattina un&#8217;interrogazione alla Giunta sulla situazione lavorativa dei migranti interessati dalla sanatoria colf e badanti del settembre 2009.
La procedura si sta concludendo ma, come denunciano organizzazioni sindacali e coordinamenti migranti, ci sono dei lavoratori la cui sanatoria è sospesa perché sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Gian Guido Naldi</strong>, <em>capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà - Verdi</em> ha depositato questa mattina <a href="http://www.sder.it/wp-content/documenti/2010_07_05_Interrogazione_Badanti.doc" target="_blank">un&#8217;interrogazione alla Giunta </a>sulla situazione lavorativa dei migranti interessati dalla sanatoria colf e badanti del settembre 2009.<br />
La procedura si sta concludendo ma, come denunciano organizzazioni sindacali e coordinamenti migranti, ci sono dei lavoratori la cui sanatoria è sospesa perché sono stati truffati. Ci sono infatti, casi di datori di lavoro che hanno sanato, senza poterlo fare, un numero alto di badanti, e adesso quelle domande non possono essere accolte. Le associazioni denunciano che molti datori di lavoro hanno chiesto soldi in nero ai lavoratori per portare avanti le pratiche. <span id="more-1275"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Bisogna prendere posizione perché ci sono dei lavoratori, che magari hanno lavorato per anni e, per colpe non loro, rischiano non solo di perdere il lavoro, ma anche di perdere il diritto a vivere in Italia&#8221; - dice Naldi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Speriamo che questa non sia stata una prassi, ma vogliamo saperne di più - conclude il capogruppo Sel-Verdi - per questo chiediamo all&#8217;assessore Marzocchi che ci indichi i dati ufficiali. Chiediamo poi qual è la posizione che la Giunta intende assumere, perché è un dovere quello di evitare che una procedura di regolarizzazione si trasformi in una opportunità di delinquenza e sfruttamento dei lavoratori&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Metrò. Ora un tavolo per ripensare la mobilita&#8217; su rotaia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8220;Bene, finalmente parole chiare. Grazie alla Commissaria ora si può ragionare su un nuovo progetto. E&#8217; il momento per tutte le forze che si candidano a governare la città, sia di centrosinistra che di centrodestra, di sedersi attorno ad un tavolo per trovare una soluzione che renda possibile la mobilità delle persone su rotaia, riducendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Bene, finalmente parole chiare. Grazie alla Commissaria ora si può ragionare su un nuovo progetto. E&#8217; il momento per tutte le forze che si candidano a governare la città, sia di centrosinistra che di centrodestra, di sedersi attorno ad un tavolo per trovare una soluzione che renda possibile la mobilità delle persone su rotaia, riducendo così drasticamente l&#8217;inquinamento già fuori dai limiti dell&#8217;Unione Europea&#8221;. Questo il commento di <strong>Ugo Mazza</strong>, <em>responsabile del Programma nell&#8217;esecutivo di SEL Bologna</em>, alle parole della Cancellieri sull&#8217;impossibilità di realizzare l&#8217;infrastruttura.<span id="more-1274"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Facendo leva - aggiunge Mazza - sul Servizio Ferroviario Metropolitano, da completare rapidamente, è necessario si formi un tavolo per concordare un progetto di mobilità da realizzare nei prossimi anni, indipendentemente da chi governerà la citta.<br />
Il progetto deve essere basato su uno studio dei costi e dei benefici rigoroso e deve tenere conto delle spese di investimento e dei costi di gestione, facendo tesoro delle esperienze europee di mobilità in superficie più avanzate. Il tram sembra essere la soluzione migliore, ma di questo dobbiamo discutere tutti insieme, per dare finalmente a Bologna un sistema rapido di mobilità che si colleghi al Servizio Ferroviario Metropolitano&#8221;.</p>
<p>Mazza si augura infine che &#8220;al più presto si possa insediare questo tavolo e cui devono poter partecipare tutte le forze disponibili a guardare al futuro della mobilità cittadina senza bandiere ideologiche&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Urbanistica. Mezzetti: &#8220;Progetti troppo condizionati dalle esigenze dei costruttori&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Riportiamo l&#8217;intervista a Massimo Mezzetti, Assessore Regionale alla Cultura e allo Sport, in merito al dibattito sulla Piscina nel Parco Ferrari di Modena. Da La Gazzetta di Modena di sabato 3 luglio 2010.
Massimo Mezzetti, cosa pensa del progetto comunale di costruire una piscina all&#8217;interno del parco Ferrari?
&#8220;Trovo discutibile la scelta - risponde l&#8217;assessore regionale alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo l&#8217;intervista a <strong>Massimo Mezzetti</strong>, <em>Assessore Regionale alla Cultura e allo Sport</em>, in merito al dibattito sulla Piscina nel Parco Ferrari di Modena. Da <em>La Gazzetta di Modena</em> di sabato 3 luglio 2010.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Massimo Mezzetti, cosa pensa del progetto comunale di costruire una piscina all&#8217;interno del parco Ferrari?<br />
</strong>&#8220;Trovo discutibile la scelta - risponde <em>l&#8217;assessore regionale alla cultura ed esponente di spicco di Sinistra Ecologia e Libertà</em> - prima ancora che per ragioni di carattere ambientale e d&#8217;incidenza negativa in termini di traffico, la mia perplessità maggiore deriva dal fatto che nel raggio di un km abbiamo la piscina Dogali e quella dei vigili del fuoco. Poi si sta parlando di un possibile intervento di privati all&#8217;interno dell&#8217;ex complesso della San Geminiano e San Prospero per realizzare un altro impianto. Non metto in dubbio l&#8217;esigenza della città di un nuovo impianto, ma quello che mi lascia più perplesso è che lo si voglia realizzare in quell&#8217;area dove già esistono queste possibilità. A fronte di ciò abbiamo invece uno sviluppo della città verso sud, e quest&#8217;area è ancora sprovvista di piscine. In passato si era ipotizzato un impianto natatorio affiancato alla polisportiva Saliceta San Giuliano, e si era parlato di un possibile impianto in via Bacelliera, che potrebbe servire anche la zona di San Donnino e San Damaso&#8221;.<span id="more-1273"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi, ben venga un nuovo impianto, ma che vada a coprire una zona scoperta.<br />
</strong>&#8220;Certo, non nego l&#8217;esigenza di un nuovo impianto natatorio; ritengo però che sia utile ragionare su una collocazione più razionale rispetto allo sviluppo residenziale della città. La risposta dell&#8217;amministrazione che ho sentito ‘la collocazione nel parco ha un valore aggiunto per i costruttori&#8217; mi sembra poco lungimirante. Capisco l&#8217;esigenza del costruttore, ma il punto è proprio qui: l&#8217;amministratore non deve ragionare in base a quella che è l&#8217;esigenza del costruttore, ma in base a quella della comunità e della città. Se nei decenni alle nostre spalle l&#8217;urbanistica contrattata si fondava sull&#8217;amministratore, che individuate le esigenze della città bandiva i concorsi per realizzare le opere, negli ultimi anni, non solo a Modena, questo paradigma è stato capovolto, e si parte dall&#8217;esigenza dei costruttori per arrivare a quelli che sono i servizi utili per la comunità. Questo è molto pericoloso. Tornando sulla piscina nel parco, un impianto di quel tipo ha bisogno di almeno 550 ingressi al giorno per poter andare avanti; collocata in quell&#8217;area c&#8217;è il rischio che si inneschi una ‘guerra tra poveri&#8217;, collocandola in un&#8217;altra area sarebbe funzionale anche dal punto di vista dei 550 ingressi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha senso analizzare la questione degli appartamenti lasciati vuoti o sfitti, prima di costruire nuovi palazzi?<br />
</strong>&#8220;Sicuramente, intanto occorre considerare che lo sviluppo del mercato edilizio va in direzione dell&#8217;housing sociale, ovvero case a prezzi popolari. Sul tema degli appartamenti sfitti, è vero che non si possono espropriare le case ma, come dicono i principali esponenti delle associazioni di costruttori, si può anche avviare con le amministrazioni un rapporto virtuoso per mettere a disposizione del mercato queste case a prezzo calmierato. E&#8217; vero anche che quello delle costruzioni oggi è uno di quelli che più soffre la crisi, con ripercussioni a livello occupazionale, però se questa fase di crisi dura a lungo cosa facciamo, continuiamo a costruire per mantenere in piedi il mercato delle costruzioni?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allargando la questione, oggi assistiamo a una nascita spontanea di comitati di cittadini che vogliono occuparsi direttamente delle questioni legate ai territori: Cesana, piazza Matteotti, via Canizzaro. Cosa ne pensa?<br />
</strong>&#8220;Credo che vadano rafforzati i meccanismi partecipativi, al temine della scorsa legislatura in regione abbiamo approvato una legge che và proprio in questa direzione (lr 3/10) che capovolge completamente il metodo utilizzato finora, dove l&#8217;amministratore fa le scelte, progetta, decide e poi porta a consultazione i cittadini nella fase finale; capovolgendo questo paradigma i cittadini sono presenti già nella prima fase dell&#8217;elaborazione. Questa norma approvata in regione oggi soffre delle resistenze degli apparati burocratici comunali perché rimette in discussione la filosofia utilizzata fino ad oggi&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dozza. Subito in Commissione l&#8217;indagine sulla detenzione dei tossicodipendenti</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:09:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La tragica morte del giovane all&#8217;interno del carcere della Dozza di Bologna - ha affermato ieri Gian Guido Naldi, capogruppo di SEL-Verdi - purtroppo conferma la gravità di una situazione che avevamo avuto modo di appurare lo scorso giovedì, quando, con altri consiglieri di maggioranza e con gli avvocati dell&#8217;Associazione Antigone, abbiamo visitato la struttura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;La tragica morte del giovane all&#8217;interno del carcere della Dozza di Bologna - ha affermato ieri Gian Guido Naldi, capogruppo di SEL-Verdi - purtroppo conferma la gravità di una situazione che avevamo avuto modo di appurare lo scorso giovedì, quando, con altri consiglieri di maggioranza e con gli avvocati dell&#8217;Associazione Antigone, abbiamo visitato la struttura carceraria. I dati allora fornitici sulla presenza di detenuti tossicodipendenti sono apparsi immediatamente allarmanti. Ora, a mio parere, è necessario approfondire, attraverso tutti i canali istituzionali possibili, compresa la Commissione Salute della Regione Emilia-Romagna, l&#8217;indagine sulle modalità detentive dei detenuti tossicodipendenti.<br />
Servono urgentemente percorsi terapeutici extra carcerari per i tossicodipendenti autori di reati minori, o, quanto meno, basterebbe iniziare a rispettare le leggi già esistenti. E&#8217; veramente vergognoso il fatto che nel nostro Paese persino le carceri sono fuorilegge&#8221;.</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sirio. La Cancellieri crede che il centro storico sia un grande centro commerciale</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 15:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sirio si spegne alle 18 (oggi entra in vigore la sperimentazione voluta dal commissario Anna Maria Cancellieri) e piovono critiche nei confronti dell&#8217;amministrazione. Nel giorno della protesta dei comitati in via San Vitale, con la pesantissima adesione del Pd, si moltiplicano le iniziative e le prese di posizione contrarie al provvedimento. Contro &#8220;l&#8217;amputazione di Sirio&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sirio si spegne alle 18 (oggi entra in vigore la sperimentazione voluta dal commissario Anna Maria Cancellieri) e piovono critiche nei confronti dell&#8217;amministrazione. Nel giorno della protesta dei comitati in via San Vitale, con la pesantissima adesione del Pd, si moltiplicano le iniziative e le prese di posizione contrarie al provvedimento. Contro &#8220;l&#8217;amputazione di Sirio&#8221; protesta il comitato Bologna vivibile, per il quale invece il vigile elettronico va acceso &#8220;24 ore su 24&#8243;. Il medico Vito Totire, informa una nota, presentera&#8217; per questo un esposto contro la decisione del Comune alla Procura della Repubblica. Tuona contro il commissario anche <em>l&#8217;ex consigliere regionale di Sel</em> <strong>Ugo Mazza</strong>, che rivolge a Cancellieri un invito perentorio: &#8220;Rispetti il suo ruolo ed eviti di essere &#8216;dentro&#8217; la campagna elettorale&#8221;.<span id="more-1272"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cancellieri, spiega infatti in una nota Mazza, &#8220;e&#8217; stata convinta che il centro storico sia un grande centro commerciale&#8221;. L&#8217;accusa e&#8217; anche quella di sottovalutare gli effetti sulla salute del provvedimento, visto che &#8220;non solo il centro storico, certo, ma l&#8217;intera citta&#8217; vive in una nuvola di rifiuti aerei cancerogeni. La commissaria e&#8217; un funzionario pubblico, un prefetto, quindi prima di ogni altra cosa faccia rispettare la<br />
legge e le direttive dell&#8217;Unione Europea&#8221;.</p>
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		<title>La Dozza è inumana e &#8220;fuorilegge&#8221;: troppi detenuti, poco personale</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 15:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>

		<category><![CDATA[Diritti e Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Salute carente e ora pure l&#8217;afa. Sono 1.156, dormono in tre, talvolta anche in quattro, per cella e ora  devono anche affrontare il caldo, visto che di condizionatori non ce ne sono. Intanto, la condizione sanitaria dei detenuti del carcere della Dozza di Bologna non migliora. Da circa un anno, spiegano oggi i consiglieri regionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Salute carente e ora pure l&#8217;afa. Sono 1.156, dormono in tre, talvolta anche in quattro, per cella e ora  devono anche affrontare il caldo, visto che di condizionatori non ce ne sono. Intanto, la condizione sanitaria dei detenuti del carcere della Dozza di Bologna non migliora. Da circa un anno, spiegano oggi i <em>consiglieri regionali in visita alla Casa circondariale</em> e accompagnati dalla <em>garante per i diritti dei detenuti</em> <strong>Desi Bruno</strong>, vivono anche la riforma della sanita&#8217; con il personale che arriva direttamente dall&#8217;Ausl. Ma l&#8217;azienda sanitaria, racconta Bruno, &#8220;non ha ancora interiorizzato il fatto che qui c&#8217;e&#8217; piu&#8217; bisogno che fuori&#8221;. I detenuti sono tanti, troppi, vivono accalcati e stanno in cella anche per 18/20 ore. <span id="more-1271"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Al di la&#8217; delle condizioni strutturali del carcere &#8220;che ha 30 anni e andrebbe ristrutturato&#8221;, interviene il <em>consigliere Idv</em> <strong>Franco Grillini</strong>, c&#8217;e&#8217; la questione della tossicodipendenza. Un problema che hanno in 300, seguiti dal Sert, &#8220;ma che a mio parere dovrebbero stare in comunita&#8217;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, il 67% dei carcerati e&#8217; straniero, in alcuni casi portatore anche di patologie scomparse in Italia, e molti di loro hanno vissuto in strada, in condizioni precarie e hanno problemi respiratori, cardiologici e di denti. Senza contare, sottolinea Bruno, che &#8220;tanti hanno problemi psicologici pregressi o anche causati dalla privazione della liberta&#8217;&#8221;. Insomma, aggiunge poi la <em>consigliera del Prc</em>, <strong>Monica Donini</strong>, &#8220;questo non e&#8217; una propaggine del quartiere, quindi a livello sanitario ha esigenze diverse, maggiori, che vanno contemplate&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I consiglieri regionali, all&#8217;uscita della visita di questa mattina, assieme ai <em>rappresentanti dell&#8217;associazione Antigone</em>, aggiornano poi i numeri sulla Dozza: sui 1.156 detenuti (per una capienza di 420 e una tollerabile di 800), solo 400 sono gia&#8217; stati condannati. Altri 800 sono infatti in regime di custodia cautelare &#8220;e statisticamente il 30% e&#8217; innocente&#8221;, ricorda Donini. Il 67% e&#8217; dunque straniero, in particolare algerini, tunisini e rumeni, e le lingue parlate sono 52. La maggioranza e&#8217; &#8216;dentro&#8217; per spaccio o per reati contro il patrimonio, un fatto che fa dire a Grillini che &#8220;il centro destra ha creato una politica criminogena, che colpisce anche i comportamenti privati delle persone&#8221;. E poi, attacca il consigliere &#8220;non ci sono miliardari, qui dentro ci sono solo persone povere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella delegazione c&#8217;e&#8217; anche <strong>Gian Guido Naldi</strong> di<em> Sel-Verdi</em> che invece fa i conti sul personale. Al momento sono 370, e ne mancano 200, mentre gli educatori che erano stati decimati, sono tornati a essere nove.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mario Marcuz</strong> e <strong>Elia Decaro</strong> dell&#8217;associazione Antigone, che ogni anno redigono i report sulle singole carceri italiane, parlano della Dozza non come la peggiore, ma della piu&#8217; sovraffollata tra quelle emiliano-romagnole. Oltre che con un alto numero di tossicodipendenti.</p>
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		<title>L&#8217;assessore Mezzetti contro la condanna di Matvejevic</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

		<category><![CDATA[cultura]]></category>

		<category><![CDATA[massimo-mezzetti]]></category>

		<category><![CDATA[Matvejevic]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, è intervenuto oggi nel merito della condanna di Predrag Matvejevic, scrittore croato condannato dalla Corte suprema di Zagabria a cinque mesi di carcere e due anni di condizionale. Matvejevic, atteso in Italia per la Festa nazionale dell&#8217;Anpi, è stato bloccato all&#8217;aeroporto della capitale croata.
Matvejevic ha vissuto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna</em>, <strong>Massimo Mezzetti</strong>, è intervenuto oggi nel merito della condanna di Predrag Matvejevic, scrittore croato condannato dalla Corte suprema di Zagabria a cinque mesi di carcere e due anni di condizionale. Matvejevic, atteso in Italia per la Festa nazionale dell&#8217;Anpi, è stato bloccato all&#8217;aeroporto della capitale croata.<br />
Matvejevic ha vissuto in Italia dal 1994 al 2008 e ha insegnato slavistica all&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma fino al 2007. A Zagabria, dove vive attualmente, lo scrittore è oggetto di minacce e intimidazioni, ed è stato attaccatto da alcuni fogli nazionalisti come &#8220;nemico della Croazia&#8221;.<span id="more-1270"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Mi unisco all&#8217;appello di quanti, in queste ore, chiedono al mondo della cultura e delle istituzioni una reazione contro la sentenza nei confronti di Predrag Matvejevic, condannato per aver definito «talebani cristiani» alcuni scrittori nazionalisti, serbi, croati, bosniaci che hanno contribuito a fomentare la guerra in ex Jugoslavia. In una Croazia che si affaccia all&#8217;Unione europea, Matvejevic è stato ritenuto colpevole sostanzialmente di un reato d&#8217;opinione. Auspico che il mondo culturale dell&#8217;Emilia-Romagna sostenga questa battaglia di princìpi, al fianco di uno dei più importanti intellettuali e uomini di cultura dell&#8217;area balcanica, in difesa non solo di un uomo impegnato per la pace e la civile convivenza fra i popoli ma di uno dei principio cardine di ogni democrazia: la libertà di espressione&#8221;.</p>
<p> </p>
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		<title>Pomigliano. Incidente di percorso o progetto congeniato?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>

		<category><![CDATA[fiat]]></category>

		<category><![CDATA[germano-zanzi]]></category>

		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo l&#8217;analisi di Germano Zanzi di Ravenna.
&#8220;Un caso in cui, al giorno d&#8217;oggi, bisogna iniziare con una premessa: a Pomigliano ha vinto (fino al giorno dello svolgimento del referendum) la coercizione e il ricatto sul bene primario di ogni essere umano raziocinante, il lavoro e la sopravivenza. Il giorno della lettura del risultato, invece, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riportiamo l&#8217;analisi di <strong>Germano Zanzi</strong> di Ravenna.<br />
&#8220;Un caso in cui, al giorno d&#8217;oggi, bisogna iniziare con una premessa: a Pomigliano ha vinto (fino al giorno dello svolgimento del referendum) la coercizione e il ricatto sul bene primario di ogni essere umano raziocinante, il lavoro e la sopravivenza. Il giorno della lettura del risultato, invece, si capisce che ha vinto una resistenza operaia ininmaginabile con una dignità che ha sorpreso perfino il &#8220;padrone&#8221;. Solo con Il 62% del consenso (consenso a cosa? Al diritto al lavoro o all&#8217;aut-aut di Marchionne). Questa quantità di consenso va bene per fare un governo ma è poco per avviare una strategia aziendale che ha bisogno di grande impegno e responsabilità condivise.<span id="more-1269"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ciò detto: Cosa succede nel &#8220;Paese Italia&#8221;? Pomigliano è solo il sintomo più evidente: la punta di un iceberg. La &#8220;Fabbrica Italia&#8221;, invenzione di Marchionne sostenuta da Marcegallia; il governo e da altri non troppo ostacolata, è la &#8220;nuova frontiera del capitale (uso una vecchia categoria marxiana, ma innegabilmente attuale) per garantirsi il potere di decidere senza condizionamenti sociali e democratici, per accaparrarsi tutte le risorse e le ricchezze prodotte dal lavoro delle persone e, nella circostanza attuale della crisi, scaricare ogni dazio da pagare sulle spalle del lavoro dipendente. A dire il vero, in Italia, addirittura si fa anche con mezzi illeciti e illegittimi, in barba alla &#8220;libera concorrenza&#8221; e al &#8220;libero mercato&#8221;.</p>
<p>Qui, in questa vicenda, vengono al pettine tutte le insufficienze del cosidetto &#8220;riformismo&#8221; che ha accolto il &#8220;patto&#8221; come modernità e non capisce che è solo un ritorno al passato nel quale, le categorie subordinate, avevano solo il minimo di reddito sussistenziale con il quale riprodurre la propria forza lavoro e tornare sul luogo di lavoro a produrre ricchezza, non per il Paese e per se, ma per il Padrone. Il pericolo reale dunque, è che sia questa la nuova frontiera di un certo mondo industriale e del governo di Berlusconi. Anche questo e&#8217; un fatto esplicitamente dichiarato.<br />
Per fortuna, il &#8220;Paese&#8221; è fatto anche di altre cose. E&#8217; fatto di lavoratori che si battono a testa alta per impedire prepotenze ed angherie di ogni genere. E&#8217; fatto di qualche sindacato che non è intenzionato a cedere su tutto il fronte dei diritti e prende posizione per difendere chi rappresenta.<br />
E&#8217; fatto anche da imprese che rispettano le regole. Regole stabilite con grandi lotte operaie e politiche che hanno reso più equi i rapporti tra capitale e lavoro. Queste regole non sono privilegi ma moderna civiltà e sacrosanti diritti di chi lavora. Ci sono imprese che, purtroppo, devono subire ogni sorta di &#8220;sfruttamento&#8221; da parte del grande capitale produttivo e finanziario.</p>
<p>La concorrenza sleale messa in campo da imprese che non rispettano le leggi e i contratti di lavoro; quelle che evadono le tasse di competenza; che non rispettano le più elementari norme di sicurezza antinfortunistica o che non rispettano i diritti sindacali. Il Paese è fatto anche da quelle aziende che ricorrono al sistema creditizio, per loro vitale, con grandi difficoltà per continuare a produrre beni e lavoro. Un sistema creditizio sempre più controllato dallo sconfinamento dai suoi compiti da parte della politica e dalla trasformazione di profitto industriale in rendita finanziaria. Molti gli imprenditori che hanno allargato il loro potere economico al settore finanziario-creditizio e speculativo che, spesso, sono la stessa cosa. (Vedi gruppo Fininvest di Berlusconi.) Per non parlare dell&#8217;assegnazione degli appalti di opere pubbliche o di servizi e con prezzi gonfiati, per ottenere i quali valgono le amicizie politiche, più dell&#8217;accreditamento. La Fiat, se applicasse interamente le norme dell&#8217;intesa separata di Pomigliano di cui si parla, sarebbe da annoverare tra quelle che usano sistemi di concorrenza sleali.</p>
<p>Non so in quanti si siano posti la domanda (io me la sono posta) del cosa sarebbe successo se, nel referendum, avessero prevalso i NO? Qui non c&#8217;entra il &#8220;senno di poi&#8221; perché è una domanda pertinente e opportuna, vista la complessità della vicenda. Ecco cosa sarebbe successo in un Paese normale e in un&#8217;azienda normale che rispetta le regole a cui è tenuta dalla Carta Costituzionale e dalle leggi vigenti in materia. Si sarebbe rimesso in discussione il contenuto del documento unilaterale della Fiat, facendo prevalere il buon senso di cancellare le vergogne dei contenuti ricattatori sui diritti operai, senza cambiare l&#8217;obiettivo produttivo dell&#8217;azienda. Cercando il consenso di tutti i sindacati. La Fiat invece, ha posto preventivamente, il dilemma ricattatorio del Si dei lavoratori al suo piano, diversamente: niente investimenti e niente lavoro. Il risultato significativo e sostanzioso dei NO, suggerisce di riaprire la trattativa e di cogliere lo spirito di quei NO, anche se hanno prevalso (non vinto) i SI.</p>
<p>Ora, l&#8217;azienda, mantenga l&#8217;impegno dell&#8217;investimento promesso senza tante reticenze. Il percorso di perfezionamento del patto, va comunque completato. Si deve trovare un&#8217;intesa tra tutti gli attori ascoltando le obiezioni che ha rivolto la Fiom allo schema di Marchionne. Costruendo una soluzione unitaria che affronti le difficoltà aziendali ma rinunciando a disegni involutivi della condizione operaia, già ora molto dura.<br />
A questo punto, solo dopo il rimescolamento delle carte e giunti ad un&#8217;intesa seria, avrebbe senso ricorrere al voto dei lavoratori.<br />
Se così non si farà e se altre aziende vorranno seguire la Fiat, allora sarà una risposta tragica agli effetti dell&#8217;economia globale. Non si può pensare di rispondere alla difficile competizione globale trasformando gli operai italiani in &#8220;Cinesi&#8221; o &#8220;Polacchi&#8221;. Ci sarebbe sempre uno più &#8220;furbo&#8221; che scoprirebbe che, nel Sahara, la mano d&#8217;opera, costa ancor di meno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Germano Zanzi<br />
</strong>germanozanzi@libero.it</p>
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