«Tutta questa vicenda del Cinzia-gate rivela un sistema di potere che ha inquinato una parte del Pd. La storia del bancomat, di Divani, degli appalti del Cup ha messo in luce rapporti poco chiari tra politica, istituzioni ed enti di secondo grado». E’ un giudizio molto severo quello del “vendoliano” Gian Guido Naldi. Finora il caso Delbono era sembrato una faccenda interna al partito democratico, con qualche incursione dei dipietristi. Ora anche gli alleati minori alzano la voce. Il portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà, candidato alle prossime elezioni regionali, sostiene che «il Pd dovrebbe chiedere scusa alla città» e per il futuro candidato-sindaco chiede «un uomo fuori dalla nomenclatura, meglio ancora se non è del Pd». Riportiamo l’intervista pubblicata su La Repubblica di Bologna del 6 febbraio.
E’ un giudizio grave, il suo, Naldi.
«Una valutazione politica. Sono convinto che la debolezza progettuale del Pd abbia aperto la stradaa fenomeni che non possono non preoccupare».
Verdetto tardivo, non crede. Voi finora dove eravate?
«Che ci sia un sistema di potere non è una sorpresa. Che potesse produrre degrado nella politica è un fatto che io di sicuro non avevo elementi per conoscere».
Ma lei oltre a riprendere l’argomento di Cofferati sul sistema, parla di inquinamento.
«Con la vicenda di Divani sono rimasto allibito. Siamo di fronte a leggerezze, se non peggio».
Un sistema?
«Certo un sistema, parlo di reti lobbistiche, di faccendieri che nella città ci sono. Se lo dice Cofferati che è del Pd, credo di poterlo dire anch’io che non ho nulla a che spartire. Se non ho aderito al Pd è anche perché avevo chiaro che la deriva poteva essere questa».
Lei però non sta sulla luna, è un alleato.
«Ho fatto un’alleanza per il bene della città, per togliere spazio a questo sistema di potere».
Non sembra avere funzionato. E adesso? Ha una ricetta?
«Dare autorevolezza alla politica e accrescere la trasparenza. La legge di Mazza in Regione che aumenta la partecipazione toglie spazio ai condizionamenti delle lobby. E poi c’è una questione di etica pubblica. Penso a Berlinguer che diceva: i partiti hanno occupato le istituzioni e anche ciò che non è legittimo che occupino».
Il Pd dice: siamo diversi al primo sospetto qui ci si fa da parte.
«Delbono ha fatto bene a dimettersi. Un gesto di responsabilità apprezzabile. Posso dire, però che ne avrebbe avuta di più a non candidarsi?».
Vuole dire che il Pd deve chiedere scusa per averlo sostenuto?
«Io penso di sì. Se guardo alla storia di questa città,è stato un errore candidarlo e la responsabilità è del Pd».
E adesso, Naldi?
«Adesso bisogna cambiare metodo. Non si costruisce un rapporto con il centrosinistra senza un rapporto con la città. Serve una forte discontinuità».
Ovvero?
«Non riconosco al Pd il diritto di scegliere al proprio interno. Chiedo primarie di coalizione aperte, non solo ai partiti. Senza candidati della nomenclatura. Meglio se sono fuori dal Pd».
Ammesso che si voti presto.
«Si deve farlo. Il Pdl sta prendendo in giro Bologna. Un gioco cinico sulla pelle della città, mentre la crisi colpisce duramente i lavoratori».







