Nel piccolo paese di Pecorara, sull’appennino piacentino, il sindaco Franco Albertini (Lega Nord), ha preso la decisione di intitolare una delle due piazze principali del paese al cardinale Jacopo Da Pecorara, un personaggio «che ha dato lustro al paese». E non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che la piazza che si vuole dedicare a questo personaggio si chiama attualmente Piazza XXV aprile e che, in paese, c’è già un’altra piazza dedicata al cardinale. Se questo accadesse quindi, scomparirebbe il riferimento alla Resistenza in un luogo simbolo in cui la lotta di Liberazione e la Resistenza hanno segnato la storia e la vita di migliaia di cittadini. Il 28 aprile 1945 infatti, la forza complessiva partigiana della provincia di Piacenza, ammontava a 6.636 effettivi e in tutto l’arco dell’attività partigiana, le perdite sono state di 926 caduti e 924 feriti. Tutto questo non può scomparire.
Massimo Mezzetti, di Sinistra Ecologia e Libertà, presidente della Commissione Cultura, Scuola e Formazione, ha presentato per questo motivo una risoluzione all’Assemblea Legislativa, affinchè il sindaco torni sui suoi passi e ritiri la delibera che cancella Piazza XXV aprile.
La risoluzione è stata condivisa e firmata anche dai capigruppo di maggioranza, Ugo Mazza, Marco Monari, Leonardo Masella, Donatela Bortolazzi e Renato Delchiappo, dal consigliere piacentino Nino Beretta.
“La Resistenza è un patrimonio comune e la sua memoria non può essere cancellata - sostiene Massimo Mezzetti - è dovere delle istituzioni trasmettere alle giovani generazioni questi valori. Per questo motivo, l’atto di Albertini risulta provocatorio e non giustificabile, ancor più se si pensa che in questi anni non ci sono mai state tali divergenze tra le istituzioni, di qualsiasi parte politica e l’Anpi piacentino, che lavora costantemente per tramandare e vivificare la memoria della Resistenza”.







