Il capogruppo Sd in Regione Ugo Mazza ha sottoscritto la risoluzione presentata dal capogruppo PdCi Donatella Bortolazzi in cui si impegna la Giunta regionale a predisporre l’impugnazione, presso la Corte Costituzionale, dopo aver valutato le modalita’ legali più opportune, del provvedimento legislativo del Governo che privatizza alcuni servizi tra i quali quello dell’acqua.
Nel documento si ricorda che ”l’acqua e’ un bene essenziale ed insostituibile per la vita” e che a partire dalla Carta europea dell’acqua (Strasburgo 1968) ”la concezione dell’acqua come ‘bene comune’ per eccellenza si sarebbe affermata a livello mondiale”. Nel testo della risoluzione vengono inoltre citate: la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006, che dichiara come l’acqua sia ”un bene comune dell’umanita”’, e la risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno - priorita’ 2003-2006 - in cui si afferma, al paragrafo 5, ”essendo l’acqua un bene comune dell’umanita’, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”.
”Gli stessi organi della Ue - si afferma - hanno piu’ volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”. ”400.000 cittadini a livello nazionale, oltre a diverse amministrazioni provinciali e comunali - si aggiunge - hanno inoltre apposto la propria firma a sostegno della legge di iniziativa popolare concernente ‘Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”’.
Considerando inoltre ”la necessita’ di individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione dell’acqua come bene comune”, la risoluzione delinea alcuni principi che l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dovrebbe decidere di fare propri: ”l’acqua e’ un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato; la disponibilita’ e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero; la proprieta’ e la gestione del servizio idrico devono essere a maggioranza pubbliche e improntante a criteri di equita’, solidarieta’ (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici; il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorita’ rispetto ad altri usi; il servizio Idrico Integrato e’ un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale”.







