La Rete laica, forte delle 2.540 firme raccolte a Bologna a favore del testamento biologico (”quasi 1.300 davanti ai seggi delle primarie Pd”), chiede ora che la delibera popolare per l’introduzione del registro comunale dei testamenti non venga messa da parte. Il rischio e’ che il Pd, portato a casa il proprio ordine del giorno sullo stesso argomento e introdotto il registro, si ‘dimentichi’ della proposta analoga, ma “molto diversa”, presentata dalle associazioni. La richiesta e’ insomma che le due delibere siano trattate (e votate) in Consiglio comunale nella stessa occasione.
“Chiediamo che siano discusse congiuntamente- spiega il portavoce Maurizio Cecconi- e’ l’antidoto per evitare una ulteriore mediazione al ribasso”. Una richiesta che verra’ sostenuta a Palazzo D’Accursio da Rifondazione comunista, dalla Sinistra per Bologna e dalla Lista Grillo, presenti alla conferenza stampa tenuta questa mattina dalla Rete laica. Il fatto e’ che per il gruppo di associazioni che ha proposto la delibera popolare l’ordine del giorno del Pd somiglia parecchio alla legge del centrodestra in discussione in Parlamento.
“Emerge la volonta’ di prevedere una scadenza del testamento e l’obbligo di compilarlo col medico curante. L’analogia con la legge del Parlamento- osserva Cecconi- e’ sotto gli occhi di tutti”. Dunque per questo quando l’ordine del giorno arrivera’ in Consiglio e’ importante che si evitino altre “mediazioni al ribasso”. E la sinistra della maggioranza, insieme ai grillini, premera’ perche’ ci sia in aula il confronto tra le due delibere, quella firmata dal capogruppo democratico Sergio Lo Giudice e quella “popolare”. “Sono convinto che la proposta verra’ accettata, non c’e’ motivo perche’ non lo sia”, spiega Roberto Sconciaforni (Prc). “Se votero’ lo stesso l’odg del Pd in caso contrario? Io non penso mai in negativo”.
Con la Rete laica anche l’ex assessore Libero Mancuso, consigliere comunale della Sinistra per Bologna (”condivido in pieno l’impostazione data a questa campagna”) e il grillino Giovanni Favia (”il registro dev’essere pubblico, no alla ‘terzia via’ del Pd”). Intanto per il 3 dicembre verra’ organizzato alla Chiesa metodista di via Venezian un dibattito sul testamento biologico con i democratici Corrado Melega (medico) e Flavio Peccenini (giurista), a cui partecipera’ anche il rabbino capo della comunita’ ebraica di Bologna Alberto Sermoneta. “Il dibattito- sottolinea il presidente dei metodisti Guido Armellini- si terra’ in una chiesa, un modo per superare schematismi rozzi”.








