Ermes Zattoni, coordinatore cesenate di Sinistra Democratica, è intervenuto in difesa dell’assessore alla scuola Elena Baredi(Sd), dopo le richieste di dimissioni arrivate dalla Lega Nord in seguito al “caso” della scuola San Domenico.
“A settembre - ricorda Zattoni - senza tra l’altro dare risposte alle RSU del suo istituto in merito ai criteri di formazione delle classi, la dirigente della scuola San Domenico suddivide, senza motivazione alcuna, 40 bambini di prima in due classi: in una vengono collocati 12 ragazzi extracomunitari su 12 iscritti alla scuola, nell’altra classe zero. Sindaco e Assessore, preoccupati della possibilità di costruire classi ghetto e di creare sponde di razzismo chiedono chiarimenti alla dirigente, che si rifiuta di darli, barricandosi dietro alla sua libertà di “fare le classi a suo piacere”. Senza alzare i toni viene richiesta una ispezione scolastica che stabilisce che “dal punto di vista formale” non esistono inadempienze”.
“A parte la mancata risposta alla RSU e alle istituzioni locali, forse è vero - afferma il coordinatore Sd - Come è però vero - aggiunge - un atteggiamento della dirigente che può sfociare nel razzismo e nelle classi differenziali di tanti anni fa. Perchè il fatto è reale e preoccupante, e la sinistra deve essere attenta a ricacciare questi rischi di spaccatura del tessuto sociale, queste tensioni che portano solo al conflitto sociale e all’odio, e non alla civile convivenza e alla solidarietà”.
In seguito al responso dell’ispezione scolastica Antonella Celletti, capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord, attacca la Giunta, ed in modo particolare l’Assessore Lembi, accusandoli di aver aggredito la dirigente scolastica, “mentre” - commenta Zattoni - sono stati soltanto richiesti in modo civile dei chiarimenti”.
Per Sd “la verità è che la signora Celletti combatte una battaglia tutta sua in difesa di Dulcinea del Toboso, e ogni atto contro il razzismo, a favore dell’integrazione, per un mondo più solidale, lei lo considera un gigante da attaccare con la lancia. Senza capire che sono invece solo piccoli solidi mulini a vento che macinano la difesa dei diritti e della cittadinanza tutta, compreso la Don Chisciotta stessa. E vi assicuro che non mi era mai capitato di fare il tifo per i mulini a vento”.







