L’Azienda Nacco ha preso la decisione irrevocabile di chiudere lo stabilimento modenese e trasferire la produzione a Milano, con conseguente apertura della procedura di mobilità per tutti i dipendenti della sede emiliano-romagnola.
“La Nacco si sta comportando con poca serietà e attenzione verso i dipendenti: non ha nemmeno avvisato le organizzazioni sindacali prima di decidere il ricorso alla mobilità” - così Massimo Mezzetti di Sinistra e Libertà, presidente in Regione della commissione Lavoro, ha commentato la notizia della chiusura della multinazionale che si occupa di carrelli elevatori.
In merito alla chiusura dell’azienda, il consigliere ha presentato una interrogazione alla Giunta, chiedendo quali sono le iniziative che intende adottare, in rapporto con le istituzioni locali, con la proprietà e con le organizzazioni sindacali per giungere a una ripresa positiva del confronto fra le parti e per sostenere occupazione e reddito delle maestranze della Nacco.
Il problema della Nacco è però più generale: “la chiusura di questa azienda, si aggiunge a tante situazioni simili in tutto il modenese e in generale in tutta la nazione. La Regione Emilia Romagna è impegnata su diversi fronti per salvaguardare i lavoratori, ma la situazione è preoccupante”.
“L’impegno della Regione è lodevole, ma rischia di non essere sufficiente per le risorse a sua disposizione, se non supportato da interventi significativi e urgenti del Governo che, al contrario, finge che la crisi sia superata - ha dichiarato il consigliere regionale -
“Abbiamo un Presidente del Consiglio e Ministri accaniti contro le istituzioni per tutelare i propri interessi sia privati che giudiziari. Ci piacerebbe che tanto accanimento e determinazione fossero al contrario dirottati verso una maggiore attenzione alla crisi e alla sua soluzione nonché alla salvaguardia dei redditi dei lavoratori e delle lavoratrici italiane”.









13 Ottobre 2009 alle 19:41
Vede la nacco è una multinazionale e pensa ai suoi interessi: produce all’estero per guadagnare. Per evitare che le multinazionali vadino via da un giorno all’altro ci devono essere accordi tra multinazionale ed istituzioni per evitare comportamenti del genere.
Insomma se decidono di andarsene, come la Nacco, lo stabilimento produttivo deve essere confiscato con tutto quello che viè dentro (comprensivi di progetti, disegni, ecc..)a garanzia dei lavoratori per avere un congruo risarcimento danni.
5 Febbraio 2010 alle 11:21
Sono un dipendente della Nacco di Modena . E’ una vergogna che a fronte di quello che è successo l’unica cosa che è riuscito a contrattare il sindacato sia stata una piccola buona uscita. Si sarebbe dovuto affrontare con un tavolo concertativo il problema di conservare i posti di lavoro discutendo con l’azienda di come operare assieme per ottenere questo risultato. Ora mai mi viene da pensare che gli interessi dei lavoratori in Italia non li tuteli più nessuno.