Contro lo sfruttamento del lavoro, per la via alta dello sviluppo

Pubblicato il 28 Luglio 2009

Il lavoro regolare e la lotta a quello nero devono essere in cima all’agenda dell’amministrazione provinciale e di quelle comunali. A partire dal comune di Rimini, dove il tema del lavoro e del contrasto al sommerso sarà oggetto di verifica della maggioranza, arrivata già oltre la metà del mandato. Parola di Gianluca Fabbri, coordinatore della Sinistra Democratica di Rimini, movimento che siede tra l’altro in Giunta a Riccione e in Provincia e che conta a Rimini il consigliere comunale Giorgio Giovagnoli.

“Anche quest’anno, soprattutto con la messa in moto a pieno ritmo della macchina stagionale, riscontriamo fatti molto gravi di economia sommersa e di sfruttamento del lavoro”, esordisce Fabbri, che ricorda ”alcuni episodi, forse emblematici, riportati anche dai giornali locali: le azioni repressive della Guardia di Finanza contro le operazioni illegali tra Italia e San Marino oppure contro grossi evasori totali; la inchiesta del Corriere sul lavoro nero negli alberghi riminesi; la consueta e, purtroppo inascoltata, denuncia della CGIL provinciale sullo stato di illegalità in cui è troppo spesso costretta la forza lavoro della nostra economia”.

“Il risultato di questi comportamenti illegali - afferma - è devastante per la collettività e colpisce tutti. Ne sono danneggiate le imprese sane, che subiscono concorrenza sleale, e per questa via si danneggia la creazione di lavoro decente; vengono colpiti i diritti dei lavoratori e la qualità dello sviluppo; sono sottratte risorse necessarie per le politiche pubbliche di coesione sociale. Occorre invertire la rotta, subito. Non siamo contro l’impresa che crea lavoro nella legalità, sia ben chiaro, ma siamo contro lo sfruttamento e la vessazione dei più deboli nel rapporto di lavoro. Senza rispetto delle regole e senza rispetto del lavoro, fondativo del nostro contratto sociale (la Costituzione), ci troviamo in una situazione che può essere definita di “regresso”. Una sfida radicale che colpisce quelle forze politiche e di governo locale che mirano invece al “progresso” armonioso e giusto della società nel suo insieme”.

A questa sfida la Sinistra democratica di Rimini “intende rispondere fermamente”.

Il coordinatore provinciale di Sd pensa al Piano Strategico che ridisegnando la Rimini ventura rappresenterà sicuramente “una fondamentale opportunità da valorizzare per imprimere quella innovazione necessaria che può alzare il livello qualitativo della nostra economia e aiutarla a competere di più e meglio, mettendo conoscenza e ricerca di nuove soluzioni al centro di tutti i comparti”. Ma lo stesso Piano, che richiede coesione, “rischia di fallire se permarrà in seno alla società riminese il “cancro” dell’illegalità, del profittare senza scrupoli etici, della prevaricazione sui più deboli”.

Per Fabbri “le imprese della Rimini ventura dovranno essere sane o non essere”. Per questo Sd chiede alle Amministrazioni comunali e provinciale di “attivarsi immediatamente per mettere in cima all’agenda della politica il LAVORO: vero e ben retribuito, sicuro e regolare”.

Tre le linee di intervento proposte:

1. Sommerso: “creare una Commissione permanente tra Prefetto, Provincia e Comuni, Ispettori del Lavoro, Carabinieri, Guardia di Finanza per il monitoraggio e il contrasto del sommerso, che si dia un metodo di lavoro chiaro ed efficace per obiettivi; Creare il marchio di qualità sociale da rilasciare alle imprese regolari (da attestare attraverso una serie di indicatori: dall’assenza di vertenze di lavoro, all’assenza di sanzioni in seguito a ispezioni a sorpresa di più enti di vigilanza); potenziare gli organici degli enti di vigilanza e introdurre nuove misure di valutazione del rendimento e dell’efficacia dell’attività”.

2. Politiche attive per il lavoro: “spendere meglio le risorse europee per la formazione professionale attraverso un nuovo sistema di valutazione dell’efficacia degli interventi che superi il vecchio sistema della distribuzione dei soldi a pioggia; potenziare i Servizi pubblici per l’Impiego attraverso il personale, l’accordo di sistema con le imprese, fondi di sostegno al reddito durante la fase di riqualificazione e aggiornamento professionale, con particolare attenzione alle persone più svantaggiate”.

3. Politiche per lo sviluppo: “Pianificazione strategica e strutturale; rinaturalizzazione arenile e aria più pulita; mobilità migliore; semplificazione burocratico-amministrativa; Patto per il credito alle imprese; potenziamento settore della ricerca universitaria; spostamento di risorse dalla rendita fondiaria all’economia produttiva; nuove aree produttive; Patti per lo sviluppo; Piano per il commercio; sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori per rimettere in moto i consumi (controllo dei prezzi, mediazione e indirizzo nelle principali vertenze contrattuali collettive); più cooperazione tra gli assessori al bilancio, al lavoro e all’economia, al sociale”.

“Dobbiamo muoverci ancora di più e meglio in questa direzione - conclude Gianluca Fabbri - Soprattutto su questo ci confronteremo e verificheremo le coalizioni di governo locale di cui facciamo parte. A partire, per ciò che compete, e considerato che siamo oltre metà mandato, dall’Amministrazione comunale di Rimini”. 

2 Commenti per questo articolo

  1. andrea ha scritto:

    buongiorno a tutti,
    inanzitutto premetterei che la situazione del lavoro in nero e sottopagato e storia piu che vecchia direi prestorica, ed e una vergognache vada avanti ancora, specialmente per le regioni ben sviluppate e organizzate come ad esempio la romagna “specializzata nel turismo”.

    Ma torniamo ai poveri lavoratori (del sud italia e stranieri).

    il mio punto di vista (parlando per esperienze vissute) oltre alle due categorie di datori di lavoro mensionati nell articolo:
    I “SERI” e I “LADRI” ce ne un’ altra da non sottovalutare, io li chiamo
    I “CAMALEONTI”. Sono quelli che si celano dietro un contratto diciamo quasi corretto con accordi presi nella maggioranza dei casi telefonicamente… ma quando si arriva sul posto di lavoro c s ritrova con le “carte cambiate in tavola” , vedendosi accollare lavori-mansioni-qualifiche diverse da quelle pattuite e accordate in precedenza

    concludo puntualizzando che questi signori, per me i peggiori per la loro completa falsita’,con piena presunzione pensAno di ACQUISTARE LA PERSONA E NON UN SERVIZIO.

    buon lavoro

  2. veronica ha scritto:

    ben detto.. amico! finalmente c e qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno. posso solamente dire che qualcosa del genere e capitata anche a me… e leggendo il tuo commento mi chiedevo se potremmo creare un sito per aiutare i lavoratori a scegliere bene la struttura da contattare stendendo una lista dei locali “banditi” o con troppe vertenze in corso.. in modo che se vogliono restare “aperti”.. come si dice “se la cantano e se la suonano” da soli naturalmente..
    ciao a presto!

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