2.300 posti tagliati alla scuola. Mezzetti: “La Gelmini nasconde la realtà”

Pubblicato il 21 Luglio 2009

«Quadro allarmante. Mai visto un ministro impegnarsi tanto per distruggere il settore di cui si occupa». Non usa mezzi termini Massimo Mezzetti, presidente della commissione regionale scuola, nel raccogliere la denuncia dei sindacati in merito ai 2.350 posti tagliati negli organici scolastici dell’Emilia-Romagna, tra docenti (1.637) e Ata (713) e condivide le loro preoccupazioni sulla ripercussione di questi tagli sulla qualità della didattica.

«Il quadro è veramente allarmante, non solo perché così si sferza l’ennesimo duro colpo al diritto allo studio e all’istruzione pubblica, ma anche perché evidenzia le costanti distorsioni della realtà di cui si fa portavoce il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini».

Mezzetti parla di dati reali: «Da settembre si inizieranno a vedere con maggior chiarezza la gravissime conseguenze di questa politica: minore offerta formativa, classi eccessivamente affollate, riduzioni del tempo pieno, meno assistenza per gli studenti con maggiori difficoltà di apprendimento, migliaia di disoccupati».

E ancora: «Sinceramente non ho mai visto un Ministro impegnarsi tanto per distruggere il settore di cui si occupa, piuttosto che consolidarlo. Tagliare la formazione e la ricerca è prima di tutto controproducente, vuol dire essere totalmente privi di una idea di futuro. Dequalificare poi la scuola pubblica può solo esasperare un malessere sociale già fin troppo diffuso».

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