Naldi: “per la Giunta i 365 esuberi de La Perla sono una priorità?”

Pubblicato il 11 Novembre 2008

Una riduzione dell’organico di 365 unita’ nelle sedi di Bologna. E’ quanto prevede il piano industriale di ristrutturazione, riorganizzazione e rilancio del gruppo industriale bolognese La Perla, predisposto dall’azionista dopo oltre 12 mesi di approfondita analisi dell’azienda e del mercato, reso noto a fine ottobre dai sindacati aziendali. La settimana scorsa la Regione e la Provincia con i rispettivi assessori hanno partecipato la tavolo di crisi, insieme ai sindacati e all’Azienda, mentre nessuno ha rappresentato il Comune.
Il coordinatore Sd Gian Guido Naldi è intervenuto oggi in Consiglio Comunale proprio per chiedere delucidazioni “sulle priorità della Giunta”.

“La Perla è un marchio storico prestigioso - ha affermato - un’azienda prestigiosa della nostra Provincia, con 1200 dipendenti, in prevalenza donne, su cui pende la minaccia di 350 licenziamenti, quasi la metà delle operaie. Siamo di fronte ad una recessione che corre il rischio di provocare un impoverimento strutturale anche nel nostro territorio, con perdita strutturale di imprese e di occupati. Abbiamo tutti i segnali di una creazione di nuova povertà”. Per questo Naldi invita la Giunta “a riunirsi per stabilire quali sono le priorità della sua azione, perché se non le è chiaro che La Perla è una priorità, allora gli assessori hanno almeno bisogno di fare una riunione per parlarne”.

5 Commenti per questo articolo

  1. Stefano Thiella ha scritto:

    Beh dovete sapere che La Perla è già da molti anni che ha ridimensionato l’organico, semplicemente chiudendo o drasticamente riducendo l’organico di aziende di proprietà del gruppo (Gruppo La Perla) di cui mio padre era un direttore (vedi lo stabilimento “Simona” di Bagno di Romagna FC).

    Il motivo? semplice: produzione trasferita all’estero.

    Licenziato dalla sera alla mattina senza preavviso e senza motivi particolari (semplicemente non serviva più un direttore di produzione), è stato rimbalzato successivamente da più aziende del settore tessile che piano piano si trasferivano all’estero o trasferivano gran parte della produzione.

    Fortunatamente aveva già contribuito a sufficienza e ora è da un mese che è un pensione.

    PS: oggi il gruppo La Perla non è più del vecchio titolare Dr. Alberto Masotti ma è stata venduta agli americani che ne terranno ovviamente il marchio e della produzione ne faranno purtroppo quello che vogliono.

    Saluti

  2. COGITOERGOSUM ha scritto:

    E’ ORA DI FINIRLA CON I SOLI COMMENTI! Bisogna far capire a questi delinquenti che gli operai si devono rispettare, che il lavoro è un DIRITTO per tutti ed è sancito dalla COSTITUZIONE. Dobbiamo mandare all’estero tutti gli imprenditori che lo vogliono, però devono lasciare agli OPERAI i macchinari,in quanto essi sono i legittimi proprietari; con il loro lavoro se li sono strapagati, per questo hanno il DIRITTO di reclamarli e continuare a lavorare gestendosi da soli. La TALILANDIA non ha insegnato NULLA?
    Per quanto tempo ancora i cittadini coglioni CONTINUERANNO A DORMIRE? A SUBIRE le prepotenze e le umiliazio di coloro che essi stessi hanno eletto?
    ITALIANIIIIIIIIIIIII! SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAA!

  3. massimone ha scritto:

    schifo è quello provo. indistintamente da chi provoca male e a chilo subisce

  4. salame ha scritto:

    per me è solo un modo per sfruttare la crisi per fare un passaggio che desterebbe scalpore in altri momenti.
    Ovviamente parlo della produzione all’estero.
    operai ignoranti è inutile che borbottino senza cognizione di causa. Se le aziende vanno a produrre all’estero non è colpa dell’imprenditore ma del governo malato che non se le sa tenere in casa.

  5. Stefano Thiella ha scritto:

    A proposito leggete questa testimonianza scritta proprio da mio padre:

    http://www.grillitiberini.it/Dalmondo/tabid/770/ItemID/196/ModuleID/1008/Default.aspx

    vi invito a leggere e commentare e diffondere

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